Le Papole – Cazzilla

Posted on

Il gruppo “Le Papole” vede la luce in mezzo alle tenebre create da secoli di (pur degne) celebrazioni melense e stereotipate di un amore cristallizzato in figure come: 1) principi azzurri, 2) piccoli grandi amori, 3) passerotti non andate via, 4) bella stronza, 5) felicità è: un bicchiere di vino con un panino, la felicità, è tenersi per mano e andare lontano, la felicità….felicità. A tutto questo, e non solo, Le Papole, con cogente e ferma convinzione, non è che dicano proprio NO……del resto ognuno…..però…..in un panorama siffatto, non potevano non rispondere alla chiamata del VERO Amore, l’Amore sepolto sotto tonnellate di edulcorata falsità e menzogna. L’Amore che trasuda dai brani de Le Papole è cronaca! Amore per la Verità (rafforzativo)! Cronaca della nuda realtà, cronaca degli Amori che, scevri dall’afflato favolistico, sono racconto della dura quotidianità amorosa. Un Amore senza fronzoli, senza preliminari, dritti al Cuore (scusino) del problema. In sintesi, il genere musicale che presentano Le Papole, viene erroneamente e presuntuosamente descritto ed etichettato come “demenziale”. Le Papole non ci stanno! E rinfacciano la reale brutalità dell’Amore Vero a tutti coloro che si illudono di vivere una favola.  La prima fatica discografica de Le Papole “Cazzilla”, rappresenta questo intento.

“Cazzilla” è un progetto costituito da una selezione di brani musicali tratti dal repertorio inedito della band, e brevi poesie d’amore accompagnate, queste, solo da una chitarra. Più nel dettaglio, il progetto è costituito da quattro brani musicali di genere diverso, un crossover che mescola vari stili musicali, dal classico rock, al mediterraneo, passando dal funk, facendo a tratti il verso al peggiore neomelodico. E’ contenuta anche nel cd una traccia 80’s remix dance del brano che dà il titolo all’album, realizzato da Mario Caminita, noto dj e produttore musicale siciliano. I brevi recitativi accompagnati dalla chitarra, descrivono, in maniera surreale tristi e disillusi quadretti dell’amore nella quotidianità. Fa eccezione il brano “Cazzilla”, che tratta, sì, di Amore, ma un amore particolare: quello per gli antichi mestieri agroalimentari palermitani, che oggi tutti vogliono definire (fighetti!) “street food”; ma che noi da sempre amiamo e conosciamo con soavi nomi come “panellaro”, “mevusaro”, etc. etc. Il brano è preceduto da un “cunto” introduttivo “abbanniato” dal cantautore siciliano Mario Incudine. Dopo due minuti di silenzio, in coda al decimo brano, la ghost track è  “Innamorarsi a dodici anni (a livello che ti amo, và)”, uno dei brani del disco, cantato in cinese tradizionale (mandarino). Il motivo di questa scelta linguistica risulta a tutt’oggi inspiegabile, perfino agli autori del gesto.